statuto

ASSOCIAZIONE “DONNA E POLITICHE FAMILIARI” - ONLUS

Via della Lungara, n. 19 – 00165 - Roma

Statuto



TITOLO I

Denominazione - Sede - Durata - Scopi Dell'associazione

Articolo 1
Denominazione e durata


L’associazione denominata “DONNA E POLITICHE FAMILIARI” - ONLUS è una associazione di diritto privato costituita ai sensi del C.c. operante quale organizzazione non lucrativa di utilità sociale ai sensi del d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.
L’associazione dovrà fare uso, oltre che nella denominazione anche in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o della sigla “ONLUS”.
L'associazione ha durata illimitata.

Articolo 2
Sede


L’associazione “DONNA E POLITICHE FAMILIARI” - ONLUS ha sede a Roma, in via della Lungara, n. 19. La variazione della sede nell’ambito del Comune non costituisce modifica statutaria.

Articolo 3
Finalità dell’associazione


L’associazione persegue finalità di carattere sociale, civile e culturale, ponendosi come obiettivo quello di promuovere il benessere psico-fisico e sociale delle donne e delle loro famiglie, all’interno di una comunità multietnica, attraverso l’ascolto, il confronto, l’informazione, l’orientamento, il sostegno sociale, socio-sanitario, psicologico, pedagogico e legale. Ciò non solo in occasione di momenti di crisi personali e/o familiari (separazioni, affidamento dei figli, maltrattamenti in famiglia o sul lavoro, malattia, ecc.), ma anche e soprattutto nell’ambito fondamentale della prevenzione del disagio psico-fisico e sociale e della crescita personale, all’interno delle formazioni sociali dove si snoda ciascuna esperienza di vita.
L’associazione costituirà lo spazio privilegiato dove le donne ed i loro familiari potranno confrontarsi sui temi del lavoro, della salute, della affettività, delle relazioni genitoriali e di coppia e delle difficoltà quotidiane.

Articolo 4
Scopi dell’associazione


L’associazione non ha fini di lucro ed intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel settore della assistenza socio – sanitaria e la consulenza legale.

Ha per oggetto l’assistenza psicologica e legale per la donna, la coppia e la famiglia; la promozione dello sviluppo e dell’inserimento della donna e la consapevolezza dei propri diritti, la mediazione familiare, l’educazione alla salute, l’educazione alla legalità, la prevenzione alla violenza di genere e non, la formazione.
L’associazione potrà altresì, avvalendosi di eventuali tirocinanti, promuovere, utilizzando eventuali finanziamenti e agevolazioni Locali, Nazionali e Internazionali, pubblici e privati, le seguenti iniziative:
a)incontri con le consulenti che potranno prestare alla donna la dovuta assistenza psicologica e legale, al fine di tutelarne i diritti come persona sia nel contesto familiare che sociale;
b)inserimento della donna nel mondo del lavoro nella posizione più rispondente alla sua dignità sociale (art. 4 Cost.);
c)iniziative di studio e di ricerca inerenti il ruolo della donna, della coppia e della famiglia attraverso approfondimenti scientifici su argomenti psicologici, legali e sociali;
d)organizzazione di seminari, conferenze e convegni;
e)collaborazioni con Enti pubblici e privati, Locali, Nazionali e Internazionali;
f)servizio di mediazione familiare, culturale ed interculturale;
g)sostegno psicologico
h)servizio di psicoterapia;
i)servizio di consulenza giuridica;
j)corsi di formazione;
k)promozione di sinergie con altre associazioni od altre organizzazioni che perseguono gli stessi fini;
l)organizzazione di gruppi psicoeducativi e di supporto clinico e legale.

L’associazione non può svolgere attività diverse da quelle istituzionali ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse o di quelle accessorie per natura a quelle istituzionali in quanto integrative delle stesse.
L’associazione si assume, come impegno morale, di avvalersi esclusivamente di professioniste abilitate all’esercizio della professione e iscritte all’albo di competenza.

Articolo 5
Attività


L’associazione svolgerà, dunque, in attuazione delle finalità statutarie, le seguenti attività:
assistenza sociale e socio-sanitaria, anche in collaborazione con i servizi esistenti sul territorio;
assistenza e consulenza legale nell’ambito del diritto civile e, più specificamente, del diritto di famiglia, nell’ambito della tutela penale e minorile, nell’ambito giuslavoristico ed in quello del diritto delle migranti;
informazione e sensibilizzazione (attraverso colloqui, dibattiti, convegni ecc.) finalizzate alla prevenzione del disagio psico-fisico e sociale;
informazione e sensibilizzazione (attraverso colloqui, dibattiti, convegni, ecc.) finalizzate alla promozione del benessere psico-fisico e della crescita personale e sociale della persona;
informazione e sensibilizzazione (attraverso colloqui, dibattiti, convegni, ecc.) finalizzate alla promozione della integrazione culturale, contro ogni forma di discriminazione (sessuale, razziale ecc.);
attività editoriali e studi, ricerche e rilevazioni anche per conto di istituzioni ed enti pubblici e privati.
Le attività dell'associazione e le sue finalità sono ispirate a principi di pari opportunità tra uomini e donne e rispettose dei diritti inviolabili della persona.



TITOLO II
SOCI

Articolo 6
Socie


Possono aderire all'associazione persone fisiche e associazioni, che siano intenzionate a dare il proprio contributo per il perseguimento degli scopi dell'associazione.
Chiunque voglia aderire all'associazione deve:
• presentare domanda scritta, sulla quale decide il Consiglio Direttivo insindacabilmente a maggioranza;
• dichiarare di accettare le norme dello statuto;
• versare la quota di adesione annuale che viene fissata dal Consiglio Direttivo.
Le associate hanno diritto a:
• partecipare a tutte le attività promosse dall’associazione;
• partecipare all’assemblea generale con diritto di voto.
Sono escluse forme di partecipazione temporanea alla vita associativa.

Articolo 7
Recesso, decadenza ed esclusione delle socie


Le socie cessano di appartenere all'associazione per recesso, decadenza, esclusione e per causa di morte.
Può recedere la socia che non intende continuare a collaborare alle attività dell'associazione.
Decade automaticamente la socia che non sia più in regola con il pagamento della quota associativa annuale. La decadenza può essere dichiarata dal Consiglio Direttivo anche nel caso in cui la socia:
• danneggi moralmente e materialmente l'associazione;
• sia causa di disordini e dissidi tra le socie.
L'esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo ed ha effetto dal giorno successivo rispetto a quello in cui la relativa comunicazione motivata è inviata all’escluso a mezzo lettera raccomandata A.R.
La socia receduta, decaduta o esclusa non può vantare alcun diritto sul patrimonio dell’associazione né reclamare il rimborso dei contributi associativi pagati e dovuti.


TITOLO III
ORGANI SOCIALI

Articolo 8
Organi sociali


Sono organi dell'associazione:
• l'Assemblea delle socie;
• il Consiglio Direttivo;
• la Presidente;

Articolo 9
Assemblea


L’assemblea è l’organo sovrano dell’associazione. L’assemblea è composta da tutte le socie in regola con il pagamento della quota associativa alla data dell’avviso di convocazione.
L’assemblea ordinaria indirizza tutta l’attività dell’associazione ed inoltre:
• approva il bilancio preventivo e consuntivo di ogni anno;
• approva il piano annuale delle attività associative;
• nomina i membri del Consiglio Direttivo;
• delibera l’eventuale regolamento interno e le sue variazioni.
L’assemblea ordinaria viene convocata dalla Presidente del Consiglio Direttivo almeno due volte l’anno per l’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo, ed ogni qualvolta lo stesso Presidente oppure almeno due membri del Consiglio Direttivo o un decimo delle associate ne ravvisino l’opportunità.
L’assemblea straordinaria, da convocarsi con le modalità previste per quella ordinaria, delibera circa le modifiche statutarie, lo scioglimento e la durata dell’associazione.
L’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta dalla Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua assenza, dalla Vicepresidente o, in assenza di entrambi, dal membro più anziano del Consiglio Direttivo. Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto, contenente gli argomenti all’ordine del giorno, da recapitarsi almeno dieci giorni prima della data prevista per la riunione. In difetto di convocazione scritta, saranno ugualmente valide le assemblee cui partecipino di persona o siano rappresentate per delega tutti gli associati.
Sono valide le convocazioni sia dell’assemblea ordinaria che di quella straordinaria, fatte per telegramma, e-mail, con fax.
L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente almeno la metà più uno delle socie. In seconda convocazione, da effettuarsi dopo che siano trascorse almeno 24 ore dalla prima, l’assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero delle socie intervenute.
L’assemblea straordinaria è validamente costituita quando siano presenti almeno i tre quarti delle socie.
Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria sono assunte col voto favorevole della maggioranza assoluta delle presenti.
Le deliberazioni dell’assemblea straordinaria sono assunte col voto favorevole dei tre quarti delle associate.


Articolo 10
Consiglio Direttivo


Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’associazione ed è composto di un numero di membri non inferiore a tre e non superiore a sette, nominati dall’assemblea delle socie. Il primo Consiglio Direttivo è nominato con l’atto costitutivo. Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili. Possono farne parte esclusivamente le associate. L’eletta che, dopo l’elezione, rinunci alla nomina, viene sostituita da colei che nella graduatoria segue l’ultima eletta. Nel caso in cui, per dimissioni o altra causa, uno dei membri del Consiglio decada dall’incarico, l’assemblea può provvedere alla sua sostituzione ed la nuova nominata rimane in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio. Nel caso decada oltre la metà dei membri del Consiglio, l’assemblea deve provvedere alla nomina del nuovo Consiglio. Le consigliere che, senza giustificato motivo, non intervengano per tre sedute consecutive alle riunioni del Consiglio, sono considerate dimissionarie.
Al Consiglio Direttivo spetta di:
• curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea;
• predisporre lo schema di bilancio preventivo e consuntivo;
• nominare al proprio interno la Presidente, la Vicepresidente e la Tesoriera;
• deliberare sulle domande di nuove adesioni;
• provvedere agli affari di ordinaria e straordinaria amministrazione che non spettino all’assemblea delle socie;
• promuovere raccolte di fondi;
• pronunciare la decadenza della consigliera che, senza giustificato motivo, non intervenga a tre riunioni consecutive.
Il Consiglio Direttivo è presieduto dalla Presidente; in caso di sua assenza dalla Vicepresidente e, in assenza di entrambi, dalla consigliera più anziana.
Il Consiglio è convocato ogni qualvolta che la Presidente o, in sua vece, la Vicepresidente lo ritenga opportuno o quando almeno i due terzi delle componenti ne faccia richiesta.
Sono valide le convocazioni del Consiglio Direttivo, fatte per telegramma, e-mail, fax o con avviso scritto.
Esso assume le proprie deliberazioni con la presenza ed il voto favorevole della maggioranza dei suoi membri, ai quali spetta un solo voto. In caso di parità, prevale il voto della Presidente.
I verbali di ogni riunione del Consiglio Direttivo, vengono sottoposti alla approvazione del Consiglio stesso nella riunione successiva e conservati agli atti.

Articolo 11
Presidente


La Presidente ha il compito di presiedere il Consiglio Direttivo nonché l’assemblea delle socie, coordinandone i lavori. Alla Presidente è attribuita la rappresentanza legale dell’associazione di fronte ai terzi ed in giudizio, cura l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea e del Consiglio; coordina le attività dell’associazione; è consegnataria dei mezzi di esercizio e dei beni in uso alla associazione; firma ogni atto autorizzato dal Consiglio stesso. In caso di urgenza la Presidente può esercitare i poteri del Consiglio Direttivo riferendone tempestivamente allo stesso, ed in ogni caso nella riunione immediatamente successiva. In caso di sua assenza o impedimento, le sue funzioni spettano alla Vicepresidente.

TITOLO IV
PATRIMONIO SOCIALE

Articolo 12
Patrimonio dell'associazione


Il patrimonio dell’associazione è costituito dai beni mobili e immobili che potranno essere acquistati e/o acquisiti per lasciti e donazioni, nonché dalle quote sociali, da eventuali contributi concessi da Enti pubblici e privati, locali, nazionali e internazionali e dalle risultanze economiche attive e/o passive della gestione.

Articolo 13
Risorse economiche


L’associazione trae le sue risorse economiche da:
• quote associative annuali;
• contributi degli aderenti e/o di privati;
• contributi dello Stato, di enti ed istituzioni pubbliche;
• proventi da convenzioni con enti pubblici;
• proventi dall’esercizio delle attività istituzionali;
• proventi dall’esercizio di attività connesse;
• proventi da attività di raccolta fondi.
Tutte le entrate saranno destinate alla realizzazione delle finalità dell’associazione.

Articolo 14
Bilancio d’esercizio


L’esercizio sociale dell’associazione ha inizio e termine rispettivamente il 1° gennaio ed il 31 dicembre di ciascun anno.
Entro il 30 novembre di ogni anno il Consiglio Direttivo redige il bilancio preventivo dell’anno successivo e lo sottopone all’approvazione dell’assemblea delle associate.
Entro il 30 aprile di ogni anno il Consiglio Direttivo redige il bilancio consuntivo dell’anno precedente, dal quale deve emergere la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’associazione, distinguendo le attività istituzionali da quelle direttamente connesse, e lo sottopone all’approvazione dell’assemblea delle associate.
Gli eventuali avanzi di gestione saranno unicamente destinati alle attività istituzionali dell'associazione. E' fatto divieto di distribuire utili o avanzi di gestione ai soci, nonché di fondi, riserve o capitale.

Articolo 15
Libri dell’associazione


L’associazione ha il compito di tenere:
• il libro dei verbali delle riunioni e deliberazioni dell’assemblea delle associate;
• il libro dei verbali delle riunioni e deliberazioni del Consiglio Direttivo;
• il libro delle associate;
• ogni altro libro prescritto dalla legge.


TITOLO V
SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

Articolo 16
Devoluzione del patrimonio sociale


In caso di scioglimento dell'associazione, il patrimonio residuo verrà devoluto ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale aventi finalità affini a quelle perseguite dall’associazione o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui alla legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, c. 190.

TITOLO VI
DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 17
Disposizioni generali


Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente statuto, valgono le norme del Codice Civile e delle altre leggi in materia.